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Homoptera
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top
Gli mwbaOmotteri (mwbqHomoptera) (mwbgBoisduval, 1852)cite-ref-1[1]cite-ref-2[2] sono un mwdwsottordine di mweainsetti dell'mweqordine dei mwegRincoti. Gli Homoptera sono divisi in tre sezioni: mwewAuchenorrhyncha, mwfaSternorrhyncha e mwfqColeorrhyncha, quest'ultima comprendente solo poche specie esotiche. Una delle peculiarità di questo raggruppamento sistematico è quella di comprendere esclusivamente specie mwfgfitomize.
Sotto l'aspetto filogenetico, gli Omotteri costituiscono un raggruppamento parafiletico e la validità di questo mwgamwgqtaxon è oggi ritenuta superata, elevando al rango di sottordine le suddette sezioni.
Contents
• Capo
• Torace
• Addome
• Anatomia
• Biologia
• Utilità
• Danni
• Note
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Morfologia
Gli Omotteri manifestano una spiccata eterogeneità morfologica. Alcuni caratteri permettono in ogni modo un'ineluttabile distinzione di questo raggruppamento da quello degli mwhqEterotteri, l'altro sottordine compreso nei Rincoticite-ref-3[3].
Fatta qualche eccezione, che riguarda per lo più la famiglia dei mwiwCicadidae, gli Omotteri sono insetti di dimensioni relativamente piccole, con corpo di svariate forme. In uno dei raggruppamenti più importanti, la superfamiglia dei mwjaCoccoidea, le femmine adulte sono morfologicamente involute al punto da perdere marcatamente la tipica distinzione nelle regioni del capo, del torace e dell'addome. La descrizione dei caratteri successivi fa perciò riferimento ad omotteri con il corpo ben differenziato.
Capo
Il mwlqcapo è generalmente mwlgmetagnato, con apparato boccale dislocato ventralmente e diretto sotto il torace in posizione di riposo. In alcuni omotteri è in gran parte o totalmente nascosto, alla vista dorsale, dal pronoto, assumendo rispetto a questo una posizione ventrale. Gli mwlwocchi, quando sono presenti, sono in genere ben sviluppati e dislocati ai lati del capo; negli mwmaAleyrodidae sono suddivisi in due parti, una dorsale una ventrale, collegate da pochi mwmqommatidi, mentre in alcuni mwmgAphidoidea sono ridotti a pochi ommatidi. Gli mwmwocelli sono in genere presenti, in numero di due o tre. La regione frontale si presenta spesso pronunciata, con mwnaclipeo suddiviso da una sutura in due scleriti, uno dorsale (mwnqpostclipeo) e uno ventrale (mwnganteclipeo). Nei mwnwFulgoroidea la regione frontale può mostrarsi abnormemente pronunciata simulando bizzarre "proboscidi".
Le mwoqantenne sono generalmente brevi e filiformi, ma in alcuni omotteri possono essere marcatamente sviluppate fino ad essere lunghe quanto l'intero corpo. Il numero di articoli è variabile ma non superiore a undici; gli antennomeri basali sono spesso morfologicamente differenziati.
L'mwpwapparato boccale è di tipo mwqapungente-succhiante. Il mwqqlabbro superiore è stretto e allungato, ma marcatamente più breve delle appendici boccali. Le mwqgmandibole e le mwqwmascelle sono stilettiformi, le prime atte a perforare, mentre le seconde, accollate lungo i lati interni, formano due canali attraverso i quali si attua la suzione e l'immissione della saliva. Il mwralabbro inferiore, detto comunemente rostro, è composto da 1-4 segmenti ed è conformato a doccia. In genere gli stiletti boccali sono adagiati e ripiegati nella doccia formata dal rostro, ma in alcune forme sono invece avvolti in una tasca interna del capo, detta mwrqcrumena.
L'elemento morfologico più evidente che contraddistingue gli Omotteri dagli Eterotteri, consiste nell'inserzione del rostro: negli Omotteri il rostro si inserisce nella parte posteriore del capo, praticamente in corrispondenza della membrana intersegmentale che separa il capo dal protorace. Manca perciò la gola, tipica degli Eterotteri. L'inserzione del rostro permette inoltre di distinguere i due principali raggruppamenti in cui si suddividono gli Omotteri:
• Negli mwsqAuchenorrinchi, la base del rostro è marcatamente posizionata in avanti rispetto alle coxe del protorace.
• Negli mwswSternorrinchi, il rostro si incassa nel prosterno e la sua base appare situata posteriormente rispetto alle coxe del protorace, offrendo l'impressione che l'apparato boccale fuoriesca dal prosterno dietro le zampe posteriori.
Torace
Il mwugtorace presenta in genere un maggior sviluppo del mwuwmesonoto rispetto al mwvapronoto. Quest'ultimo ha in genere la forma di un collarino, più largo che lungo, mentre nel mesonoto si differenzia in genere uno mwvqscutello ben formato. Nei mwvgMembracidi il pronoto subisce un notevole sviluppo fino a sormontare completamente il capo e più o meno completamente il resto del corpo; a questa caratteristica si associa una conformazione bizzarra e, spesso, la presenza di processi dorsali di forme svariate, in particolare nelle specie tropicali.
Il nome "omottero" fa riferimento alla principale caratteristica morfologica e deriva dal mwwagreco mwwqhomos ("stesso, uguale") e mwwgpteron ("ala"): nella maggior parte degli omotteri alati, infatti, le mwwwali anteriori e quelle posteriori sono sostanzialmente simili e interamente membranose. In realtà, in diversi Auchenorrinchi, le ali anteriori sono leggermente e interamente sclerificate, in altri termini trasformate in mwxategmine, ma negli Omotteri non compaiono le mwxqemielitre tipiche della generalità degli Eterotteri, anche se in alcune specie la sclerificazione delle tegmine può accentuarsi nella parte prossimalecite-ref-4[4].
In posizione di riposo, in genere, le ali si ripiegano a tetto sull'addome. Sono presenti organi di collegamento, fra anteriore e posteriore, per la sincronizzazione del volo: il margine posteriore dell'ala anteriore si incastra in una doccia denticolata sul margine costale dell'ala posteriore.
Il mwzameiotterismo, in forma di assenza completa delle ali, è piuttosto frequente fra gli Sternorrinchi: negli mwzqAphidoidea (Afidi) è in generale associato alla mwzgneotenia delle femmine mwzwpartenogenetiche, mentre nei mwaaCoccoidea (Coccidi) è associato alla mwaqcatametabolia delle femmine. I maschi dei Coccidi, generalmente alati, dispongono del solo paio di ali mesotoraciche.
Le mwawzampe sono di tipo deambulatorio; in alcuni gruppi di Auchenorrinchi, le posteriori sono adattate al salto.
Addome
Nelle forme non involute, l'mwcgaddome è composto da 8-9 mwcwuriti apparenti, essendo gli ultimi tre molto ridotti. Sono assenti le appendici articolate, come ad esempio i mwdacerci. Possono essere presenti, invece, processi dorsali associati a funzioni secretorie. Nella maggior parte degli afidi sono presenti i mwdqsifoni, due tubuli simmetrici disposti in posizione latero-dorsale fra gli uriti V e VI, finalizzati a scopi difensivi. Queste strutture, in caso di pericolo, emettono una sostanza mwdgcerosa, che rapprende rapidamente all'aria invischiando l'apparato boccale o le zampe del mwdwpredatore, e diffondono un mweaferomone d'allarme percepito dagli altri individui della colonia.
L'ultimo urite è talvolta conformato in modo da formare un processo caudale, più o meno allungato, avente vari scopi come, ad esempio, l'allontanamento della mwegmelata negli afidi e la copula nei maschi dei Coccidi.
Le femmine sono spesso fornite di mwfaovopositore tipico, specie negli Auchenorrinchi, in grado di penetrare nei tessuti vegetali e infiggerci l'uovo.
L'addome dei maschi dei mwfgCicadidi, le note cicale, dispone di un organo sonoro, ubicato ai lati dell'urite I, sostanzialmente costituito da una membrana vibrante, detta mwfwtimballo, da un muscolo associato che la mette in relazione al primo urosternite e, spesso, da un opercolo protettivo formato dall'urite II. Organi simili, ma con differenti struttura e prestazione, sono presenti nella generalità degli Auchenorrinchi.
Anatomia
L'anatomia degli Omotteri è strettamente correlata al loro adattamento alla mwhgfitofagia. I caratteri fondamentali riguardano perciò l'mwhwapparato digerente.
Nello mwiqstomodeo, l'elemento anatomico di maggiore importanza è rappresentato dalla mwigpompa faringea. Si tratta di un adattamento della faringe finalizzato ad esercitare la pressione negativa necessaria alla suzione dell'alimento liquido: la parte ventrale della faringe è sclerificata, mentre quella dorsale è ispessita e associata a muscoli dilatatori che mettono in connessione l'organo con la volta cranica.
Nei tratti corrispondenti al mwjamesentero e al mwjqproctodeo, l'adattamento anatomo-fisiologico più consistente è costituito dalla camera filtrante, presente in quasi tutti gli Omotteri. La struttura della camera filtrante cambia sensibilmente secondo il gruppo sistematico, ma in generale si configura come un ripiegamento del mesentero in modo che il suo tratto terminale entri in rapporto anatomico e fisiologico con il tratto iniziale formando un organo mwjwdializzante. La finalità della camera filtrante è quella di deviare un consistente quantitativo d'mwkaacqua e mwkqzuccheri direttamente nel proctodeo, evitando un'eccessiva diluizione dei succhi gastrici del mesentero.
La camera filtrante è del tutto assente nei mwkwDiaspididae (Diaspini) e quasi tutti gli afidi non dispongono di una vera e propria camera filtrantecite-ref-5[5]. L'apparato digerente dei Diaspini è caratterizzato dall'interruzione del tubo digerente fra il mesentero e il proctodeo, collegati fra loro solo da due filamenti di mwmatessuto connettivo.
Un altro elemento anatomico di particolare importanza sono le endosimbiosi. Negli Omotteri sono rappresentate da strutture ubicate nel mwmgtessuto adiposo dell'addome. Sono unicellulari (mwmwmicetociti) o pluricellulari (mwnamicetomi), a volte piuttosto voluminosi. Queste strutture ospitano mwnqmicrorganismi mwngsimbionti essenziali per integrare un regime dietetico sbilanciato.
Il ruolo delle endosimbiosi consiste nella sintesi di principi nutritivi essenziali, non presenti nei succhi vegetali assunti, o presenti in quantità non sufficienti, e nella trasformazione di prodotti del mwpametabolismo che si accumulerebbero nel corpo dell'insetto con effetti tossici. Tali funzioni sono di importanza vitale per questi insetti, al punto che le endosimbiosi vengono trasmesse alla discendenza attraverso la riproduzione.
L'mwpgapparato escretore è costituito in genere da 3 o 4 mwpwtubi malpighiani. Fanno eccezione gli Afidi, privi di tubi malpighiani, i quali si affidano ai microrganismi simbionti del micetoma per lo smaltimento dell'mwqaazoto proveniente dal metabolismo proteico.
L'mwqgapparato secretore comprende, secondo i gruppi sistematici, diversi tipi ghiandolari. In molti omotteri sono presenti mwqwghiandole ceripare tegumentali il cui secreto, la mwracera, è in genere usato per rivestire il proprio corpo. Fra i Coccidi si annoverano anche specie provviste di ghiandole secernenti mwrqseta o mwrglacca, sostanze usate per la costruzione del follicolo.
Biologia
La biologia degli Omotteri è estremamente varia e talora complessa in relazione alla riproduzione, allo mwtqsviluppo postembrionale, al ciclo, all'etologia.
In generale gli Omotteri sono mwtwovipari e si riproducono per mwuaanfigonia. In alcuni gruppi sistematici, fra gli Sternorrinchi, è frequente o addirittura prevalente la mwuqpartenogenesi e la mwugviviparità o l'mwuwovoviviparità. Nella specie mwvamwvqIcerya purchasi (mwvgCoccoidea: mwvwMargarodidae), infine, si riscontra l'unico caso noto di mwwaermafroditismo fra gli Insetti.
Le uova sono deposte sul substrato, in genere rappresentato dalla superficie dei vegetali (foglie, steli, corteccia, ecc.) oppure, nel caso di specie con femmine dotate di ovopositore, infisse nei tessuti vegetali dopo aver praticato una ferita.
Per quanto concerne lo sviluppo postembrionale, gli Omotteri sono insetti mwxwpaurometaboli nella maggior parte delle specie. In alcuni gruppi sistematici si verificano tuttavia altre forme di sviluppo, quali la mwyacatametabolia nelle femmine dei Coccidi e la mwyqneometabolia nei maschi dei Coccidi e in entrambi i sessi degli mwygAleurodi.
L'aspetto fondamentale del sottordine è il marcato adattamento alla fitofagia, in relazione alla funzionalità dell'apparato boccale, alla struttura anatomica dell'apparato digerente, alla presenza di endosimbiosi in grado di integrare un regime dietetico esclusivamente basato su succhi vegetali.
L'alimentazione avviene a spese di succhi cellulari oppure della mwzqlinfa elaborata, estratta dal mwzgfloema. Alla suzione dell'alimento viene preceduta l'immissione della saliva, contenente enzimi che causano reazioni biochimiche ed istologiche nei tessuti circostanti. La suzione avviene generalmente per la pressione negativa esercitata dall'azione della pompa faringeale; negli afidi che si alimentano a spese del floema, l'assunzione della linfa avviene in modo passivo, per mwzwcapillarità. Associata al tipo di alimentazione e alla fisiologia dell'apparato digerente è l'emissione degli escrementi sotto forma di mw0amelata, un mw0qliquido ricco di mw0gzuccheri. Per soddisfare il fabbisogno proteico, gli omotteri devono assumere grandi quantitativi di succhi vegetali eliminando, attraverso la camera filtrante o altri sistemi anatomo-fisiologici, la maggior parte dell'acqua e degli zuccheri assunti.
In merito all'etologia, gli Omotteri sono insetti poco mobili che si spostano fondamentalmente per cambiare sito di alimentazione o per la riproduzione. La sedentarietà si accentua nella maggior parte degli Sternorrinchi, dove l'intero ciclo di sviluppo si può svolgere sulla stessa pianta se non sullo stesso organo.
Frequente è il gregarismo e, nel caso degli Afidi, il polimorfismo non sociale, associato a cicli biologici complessi. Il gregarismo raggiunge la sua massima espressione nella generalità degli Sternorrinchi, causando forti concentrazioni di individui su uno stesso organo o su organi vicini e, di conseguenza, la manifestazione di danni di particolare rilevanza.
Interesse economico
Utilità
L'utilità degli Omotteri è circoscritta a pochissimi casi di sfruttamento di alcune specie nei seguenti ambiti:
• impiego per l'estrazione di mw4qcoloranti;
• impiego per la produzione della mw4wgommalacca naturale;
• impiego come bioerbicidi per la mw5qlotta biologica contro specifiche piante infestanti.
Va inoltre detto che gli Omotteri possono rivelarsi più o meno direttamente utili per l'alimentazione nei seguenti casi:
• Diverse specie di cicale erano o sono ancora usate direttamente come alimento presso varie popolazioni in Nordamerica, Messico, Madagascar, Zimbabwe, Congo, Malawi, Zambia, India, Indocina, Malaysia, Indonesia, Cina, Giappone, Nuova Guinea, Australiacite-ref-insect-food-6-0[6]. Altri impieghi dello stesso tipo riguardano, più limitatamente, altre specie di Auchenorrinchi in Messico e Brasile (mw7qMembracidi), Congo (mw7gCercopidi), Australia (mw7wCicadellidi) e Madagascar (mw8aFulgoridi)cite-ref-insect-food-6-1[6].
• La melata era raccolta e utilizzata direttamente come alimento presso le mw9gtribù indiane del mw9wGran Bacino e della mw-aSierra Nevada, nel Sudafrica, nel Medio Oriente e in Australiacite-ref-insect-food-6-2[6].
• La melata rappresenta per le mw-gapi la fonte alternativa al mw-wnettare per la mwaqaproduzione del miele in condizioni di scarsa disponibilità di fioriture (foreste di mwaqeaghifoglie) o di estese infestazioni da mwaqimwaqmMetcalfa pruinosa.
Danni
Rispetto ai pochi casi di utilità sopra citati, in generale di interesse circoscritto o marginale, gli Omotteri si presentano per lo più come insetti dannosi di grande importanza economica per la possibile entità dei danni.
I danni causati consistono principalmente in un decurtamento della produzione, che raggiunge l'acme con la distruzione completa della coltura in caso di deperimento progressivo delle piante fino alla loro morte. Questi danni sono provocati congiuntamente dalla sistematica sottrazione della linfa in casi di forti infestazioni e dalla riduzione dell'efficienza fotosintetica per la diffusione di aree necrotiche, decolorazioni e per lo sviluppo della mwaq0fumaggine sulla melata.
A questi rischi si aggiunge anche quello di trasmissione di mwaq8virus fitopatogeni, frequente in alcuni auchenorrinchi, in alcuni aleurodi e, soprattutto, fra gli afidi. La pericolosità di alcune virosi e la facilità con cui sono propagate, soprattutto attraverso gli afidi, è tale da interessare i regolamenti fitosanitari fino all'imposizione di obblighi di prevenzione ai fini della mwaraprofilassi.
Gli altri danni, di minore entità, consistono nel deprezzamento merceologico del prodotto, che può portare anche alla perdita completa di valore, in caso di estese decolorazioni, deformazioni, imbrattamento per l'accumulo di melata e, nel caso di infestazioni di Coccidi, degli scudetti protettivi.
Negli Auchenorrinchi le specie di particolare dannosità sono relativamente poche, in quanto hanno una limitata tendenza al gregarismo e, quindi, a produrre elevate infestazioni. In generale gli Auchenorrinchi si rivelano dannosi, da un punto di vista economico, in due particolari casi: l'intensificazione occasionale degli attacchi, che possono concentrarsi su particolari organi, oppure il rischio di trasmissione di virus fitopatogeni.
Negli Sternorrinchi il grado di dannosità è invece molto più alto e frequente per i seguenti motivi:
• tendenza all'aggregazione e alla sedentarietà, con conseguente concentrazione di un elevato numero di individui sulla stessa pianta e sullo stesso organo;
• elevato potenziale riproduttivo, che si manifesta in particolare con meccanismi riproduttivi basati sulla partenogenesi e sulla mwarsneotenia, cicli di sviluppo rapido, sovrapposizione di generazioni;
• trasmissione di virus fitopatogeni (afidi e aleurodi);
• tendenza alla polifagia.
In genere, in ambienti poco degradati, il livello dei danni da Sternorrinchi è limitato da fattori naturali, rappresentati soprattutto dai mwar8predatori e dai mwasaparassitoidi. Il ricorso massiccio ai trattamenti chimici, soprattutto quelli a largo spettro d'azione, e l'intensivazione dei regimi colturali con conseguente riduzione della mwasebiodiversità conducono nel medio termine ad un peggioramento, se non all'annullamento, delle condizioni favorevoli ad un controllo naturale, con la scomparsa o la rarefazione dei nemici naturali. Gli effetti conseguenti sono deleteri in quanto molti sternorrinchi sono in grado di sviluppare rapidi incrementi di popolazione grazie al loro elevato potenziale biotico. In queste condizioni, il controllo delle infestazioni con mezzi chimici è problematico per i seguenti motivi:
• facilità di induzione di fenomeni di resistenza nelle specie partenogenetiche
• scarsa efficacia degli insetticidi di contatto sulle forme dotate di rivestimento protettivo quali le cocciniglie in generale, le subpupe degli aleurodi e gli afidi che emettono abbondanti secrezioni cerose.
Sistematica
L'inquadramento sistematico degli Omotteri ha subito una drastica revisione negli mwascanni novanta. In passato erano inquadrati come ordine distinto dagli Eterotteri; i due ordini furono successivamente riuniti, al rango di sottordini, nell'unico ordine degli Hemiptera o Rhynchota.
Classificazione filogenetica
La tradizionale distinzione, su base morfologica, fra Omotteri ed Eterotteri nei ranghi di sottordini, è stata largamente condivisa per decenni fino agli inizi degli anni novanta, quando sulla base delle relazioni filogenetiche mwasoCARVER et al.cite-ref-7[7] hanno proposto lo scorporo del raggruppamento parafiletico degli Omotteri in più sottordinicite-ref-afd-8-0[8]cite-ref-tolweb-9-0[9].
La classificazione filogenetica, ormai largamente adottata negli ambienti scientifici, identifica il vecchio raggruppamento degli Omotteri in due sottordini, quello degli mwatgAuchenorrhyncha e quello degli mwatkSternorrhyncha, elevandoli allo stesso rango degli Heteroptera. Il sottordine degli Auchenorrhyncha è risultato essere, anch'esso, un raggruppamento parafileticocite-ref-tolweb-9-1[9].
Controversa è invece la posizione sistematica della famiglia mwat8Peloridiidae, che nella classificazione morfologica è l'unica componente della sezione dei mwauaColeorrhyncha. Le differenti interpretazionicite-ref-afd-8-1[8] inquadrano questa famiglia all'interno degli Auchenorrinchi, oppure in un sottordine distinto, quello dei Coleorrinchi, oppure propongono classificazioni più complesse con l'introduzione di un raggruppamento, di rango superiore al sottordine (Heteropteroidea), comprendente gli mwauuEterotteri e i Coleorrinchi.
Classificazione morfologica
La classificazione morfologica è stata largamente accettata fino agli mwauganni ottanta con alcune divergenze riguardanti la posizione sistematica dei Coleorrinchicite-ref-afd-8-2[8]. Pur essendo ormai superata sotto l'aspetto scientifico, il tradizionale inquadramento tassonomico persiste ancora largamente nell'ambito dell'Entomologia applicata ed è ancora proposta in testi relativamente recenti di interesse agrariocite-ref-pollini-10-0[10].
Lo schema tassonomico contempla la suddivisione del sottordine in tre raggruppamenti, definiti come Sezionicite-ref-pollini-10-1[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]: Auchenorrhyncha, Sternorrhyncha e Coleorrhyncha. La suddivisione interna nell'ambito delle suddette sezioni segue schemi differenti. Per la precisione, gli Auchenorrhyncha si suddividono in Divisioni o in infraordini, a loro volta comprendenti una o più superfamiglie, gli Sternorrhyncha si suddividono in quattro superfamiglie, i Coleorrhyncha non hanno mwav4taxa intermedi fra il rango di famiglia e quello di sezione.
Il quadro complessivo è il seguente:
• mwawiAuchenorrhyncha. Si suddividono due infraordini o divisioni:
mwawumwawymwawcFulgoromorpha. Comprende una sola superfamiglia: mwawgmwawkmwawomwawsmwawwFulgoroidea, con 21 famiglie (mwaw0Acanaloniidae, mwaw4Achilidae, mwaw8Achilixiidae, mwaxaCixiidae, mwaxeDelphacidae, mwaxiDerbidae, mwaxmDictyopharidae, mwaxqEurybrachyidae, mwaxuFlatidae, mwaxyFulgoridae, mwaxcGengidae, mwaxgHypochthonellidae, mwaxkIssidae, mwaxoKinnaridae, mwaxsLophopidae, mwaxwMeenoplidae, mwax0Nogodinidae, mwax4Ricaniidae, mwax8Tettigometridae, mwayaTropiduchidae) mwayemwayimwaymCicadomorpha. Comprende tre superfamiglie: mwayqmwayumwayymwaycmwaygCercopoidea, con cinque famiglie (mwaykAphrophoridae, mwayoCercopidae, mwaysClastopteridae, mwaywEpipygidae, mway0Machaerotidae) mway4mway8Cicadoidea, con due famiglie (mwazaCicadidae, mwazeTettigarctidae) mwazimwazmMembracoidea, con cinque famiglie (mwazqAethalionidae, mwazuCicadellidae, mwazyMelizoderidae, mwazcMembracidae, mwazgMyerslopiidae)
• mwazsSternorrhyncha. Si suddividono in quattro superfamiglie
mwaz4mwaz8mwaaamwaaemwaaiAleyrodoidea, con una sola famiglia (mwaamAleyrodidae) mwaaqmwaauAphidoidea, con tre famiglie (mwaayAdelgidae, mwaacAphididae, mwaagPhylloxeridae) mwaakmwaaoCoccoidea, con 21 famiglie (mwaasAclerdidae, mwaawAsterolecaniidae, mwaa0Beesoniidae, mwaa4Cerococcidae, mwaa8Coccidae, mwabaConchaspididae, mwabeDactylopiidae, mwabiDiaspididae, mwabmCarayonemidae, mwabqEriococcidae, mwabuHalimococcidae, mwabyKermesidae, mwabcKerriidae, mwabgLecanodiaspididae, mwabkMargarodidae, mwaboMicrococcidae, mwabsOrtheziidae, mwabwPhenacoleachiidae, mwab0Phoenicococcidae, mwab4Pseudococcidae, mwab8Stictococcidae) mwacamwacePsylloidea, con 6 famiglie (mwaciCalophyidae, mwacmCarsidaridae, mwacqHomotomidae, mwacuPhacopteronidae, mwacyPsyllidae, mwaccTriozidae)
• mwacoColeorrhyncha. Comprende una sola famiglia, quella dei mwacsPeloridiidae.
Note
cite-note-11. ↑ mwadimwadmmwadqGBIF, su mwadugbif.org.
cite-note-22. ↑ mwadkmwadomwadsGBIF, su mwadwgbif.org.
cite-note-33. ↑ La descrizione morfologica in questa sede fa riferimento prevalentemente agli Auchenorrhyncha e agli Sternorrhyncha, in quanto i Coleorrhyncha presenta alcuni caratteri morfologici tipici degli Eterotteri.
cite-note-44. ↑ mwaemmwaeqMoreira da Costa Lima,mwaeu p. 10.
cite-note-insect-food-66. ↑ mwafm(mwafqmwafuEN) Gene R. DeFoliart, mwafymwafcThe Human Use of Insects as a Food Resource: A Bibliographic Account in Progress. mwafgURL consultato il 6 luglio 2008 mwafk(archiviato dall'mwafourl originale l'11 marzo 2003).
cite-note-77. ↑ mwaf4(mwaf8mwagaEN) M. Carver, G.F. Gross; T.E. Woodward, mwagemwagiHemiptera (bugs, leafhoppers, cicadas, aphids, scale insects, etc.), in CSIRO (a cura di), mwagmThe Insects of Australia. A textbook for students and research workers, vol.mwagq 1, 2ªmwagu ed., Melbourne, Melbourne University Press, 1991, pp.mwagy 429-509.
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Bibliografia
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• citerefservadei-et-alAntonio Servadei, Sergio Zangheri e Luigi Masutti, Entomologia generale ed applicata, Padova, CEDAM, 1972.
• citereftremblayErmenegildo Tremblay, Entomologia applicata, Volume II, Parte I, 1ª ed., Napoli, Liguori Editore, 1981, ISBN 88-207-1025-0.
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Collegamenti esterni
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• mwaku(EN) The United States National Collection of Scale Insect Photographs, su Systematic Entomology Laboratory, Agricultural Service Research, US Department of Agriculture. URL consultato il 22 luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2008).
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